Era stato uno dei cavalli di battaglia del sindaco durante
la campagna elettorale, e, dati i lavori di sistemazione che proprio in
quel periodo erano stati avviati, molti cittadini ci avevano sperato:
finalmente la villa comunale sarebbe stata riaperta.
Ma era solo un'illusione, una delle tante vendute dal sindaco prima delle elezioni.
Oggi, a pochi mesi dal voto, la villa non solo è chiusa, ma sono stati quasi inutili i pochi lavori di ripristino effettuati.
Erbacce, sporcizia e arbusti selvatici invadono aiuole e viali, lungo i quali è difficoltoso persino camminare.
Ufficialmente
i lavori sono fermi per una variante in corso d'opera: invece che una
rampa in cemento, gli amministratori avrebbero deciso di installare un
elevatore per permettere ai disabili di raggiungere la casa presente
all'interno della villa.
Ci chiediamo però: come mai il
sindaco parla di questo intoppo solo ora, mentre durante la campagna
elettorale dava per imminente l'apertura della villa?
Eppure i lavori dovevano essere consegnati ben prima della campagna elettorale, il 16 novembre 2014.
Come
mai della variante in corso d'opera non si parlò in quel momento? Come
mai non si fa vedere il progetto ai consiglieri di opposizione che ne
hanno fatto richiesta?
Non è che i problemi sono altri?
Per esempio le nuove staccionate,
non proprio a norma, che hanno sostituito le “vecchie” ringhiere, e che
costituiscono un grave pericolo per i bambini, i quali correrebbero il
rischio di cadere sui terrazzamenti sottostanti.
In un
paese sporco, dove si privatizza sperperando denaro pubblico per servizi
che a volte costerebbero un terzo se gestiti dal comune, la villa è un
simbolo: il simbolo del malgoverno e delle promesse mancate da parte di
questa amministrazione, ma non è l'unico bene comune abbandonato a se
stesso.
A farle tristemente compagnia c'è il palazzo
marchesale, restaurato malamente, resta lì, chiuso, senza alcun progetto
per il suo utilizzo, senza nessuna prospettiva.
Eppure
le soluzioni non mancherebbero: qualche giorno fa la collezione di
strumenti musicali di Francesco Spada ha lasciato Montemesola alla volta
di Lecce: il paese non offriva spazi espositivi adeguati visti i
ritardi nell'apertura del palazzo marchesale; i magazzini del museo di
Taranto traboccano di reperti rinvenuti nei dintorni di Montemesola, uno
di essi è esposto persino a Copenaghen, ma... Ma i nostri amministratori non hanno idee, non promuovono il territorio e sono sordi alle proposte dell'opposizione.
Pensano solo a privatizzare e a tagliare i servizi.
Del resto loro sono quelli che credono alle bufale pubblicate su internet, al punto da citare un fantomatico palazzo Pomari sul sito ufficiale del comune, tra i monumenti più importanti del centro storico.
Stanchi
della mancanza di idee di un'amministrazione che in quasi sei anni
nulla ha fatto per lo sviluppo del paese, chiediamo ai cittadini di
scendere in strada, per chiedere la riapertura della villa, per
difendere i beni comuni, contro le privatizzazioni e i tagli
indiscriminati ai servizi.