La maggioranza rinfaccia ai comunisti di aver speso milioni di lire per realizzare la villa, dimenticando di dire che, negli anni in cui i comunisti amministravano, la villa non solo era aperta, ma ha ospitato spettacoli di un livello che non si è più visto. E non solo a Montemesola.
Capiamo che per chi pensa che il denaro pubblico serve solo a finanziare imprese private tramite appalti che fanno spendere al comune più del necessario, risulta difficile capire l'operato delle uniche amministrazioni che hanno lavorato per migliorare la vita di tutti...
Ma almeno dovrebbero avere il buon gusto di tacere!
La villa comunale doveva essere consegnata il 16 novembre 2014, un anno fa!
Come mai durante la campagna elettorale, cioè dopo la data di consegna, il sindaco diceva che avrebbe aperto la villa in breve tempo?
Forse l'Unione dei comuni, di cui era ed è presidente, non l'aveva informato della variante di cui parla adesso?
E come mai i progetti non si fanno vedere ai consiglieri di opposizione che ne hanno fatto richiesta più di un mese fa?
Come mai la variante di cui parla il sindaco riguarda la rampa per i disabili, mentre all'Unione dei comuni dicono che è relativa al muro esterno e al fatto che si sono dovuti tagliare più alberi ed erbacce di quanto previsto?
I comunisti, nonostante le anomalie, non hanno fatto mai nulla per rallentare i lavori, il nostro interesse è quello dei cittadini: riaprire la villa!
Ora basta!!!
Sabato 10 ottobre tutti in strada: per reclamare l'apertura della villa, contro le privatizzazioni, contro il malgoverno, per difendere i beni comuni.
Era stato uno dei cavalli di battaglia del sindaco durante
la campagna elettorale, e, dati i lavori di sistemazione che proprio in
quel periodo erano stati avviati, molti cittadini ci avevano sperato:
finalmente la villa comunale sarebbe stata riaperta.
Ma era solo un'illusione, una delle tante vendute dal sindaco prima delle elezioni.
Oggi, a pochi mesi dal voto, la villa non solo è chiusa, ma sono stati quasi inutili i pochi lavori di ripristino effettuati.
Ufficialmente
i lavori sono fermi per una variante in corso d'opera: invece che una
rampa in cemento, gli amministratori avrebbero deciso di installare un
elevatore per permettere ai disabili di raggiungere la casa presente
all'interno della villa.
Ci chiediamo però: come mai il
sindaco parla di questo intoppo solo ora, mentre durante la campagna
elettorale dava per imminente l'apertura della villa?
Eppure i lavori dovevano essere consegnati ben prima della campagna elettorale, il 16 novembre 2014.
Come
mai della variante in corso d'opera non si parlò in quel momento? Come
mai non si fa vedere il progetto ai consiglieri di opposizione che ne
hanno fatto richiesta?
Non è che i problemi sono altri?
Per esempio le nuove staccionate,
non proprio a norma, che hanno sostituito le “vecchie” ringhiere, e che
costituiscono un grave pericolo per i bambini, i quali correrebbero il
rischio di cadere sui terrazzamenti sottostanti.
In un
paese sporco, dove si privatizza sperperando denaro pubblico per servizi
che a volte costerebbero un terzo se gestiti dal comune, la villa è un
simbolo: il simbolo del malgoverno e delle promesse mancate da parte di
questa amministrazione, ma non è l'unico bene comune abbandonato a se
stesso.
A farle tristemente compagnia c'è il palazzo
marchesale, restaurato malamente, resta lì, chiuso, senza alcun progetto
per il suo utilizzo, senza nessuna prospettiva.
Eppure
le soluzioni non mancherebbero: qualche giorno fa la collezione di
strumenti musicali di Francesco Spada ha lasciato Montemesola alla volta
di Lecce: il paese non offriva spazi espositivi adeguati visti i
ritardi nell'apertura del palazzo marchesale; i magazzini del museo di
Taranto traboccano di reperti rinvenuti nei dintorni di Montemesola, uno
di essi è esposto persino a Copenaghen, ma... Ma i nostri amministratori non hanno idee, non promuovono il territorio e sono sordi alle proposte dell'opposizione.
Pensano solo a privatizzare e a tagliare i servizi.
Del resto loro sono quelli che credono alle bufale pubblicate su internet, al punto da citare un fantomatico palazzo Pomari sul sito ufficiale del comune, tra i monumenti più importanti del centro storico.
Stanchi
della mancanza di idee di un'amministrazione che in quasi sei anni
nulla ha fatto per lo sviluppo del paese, chiediamo ai cittadini di
scendere in strada, per chiedere la riapertura della villa, per
difendere i beni comuni, contro le privatizzazioni e i tagli
indiscriminati ai servizi.
Era stato uno dei cavalli di battaglia del sindaco Vito Punzi durante la campagna elettorale, e, dati i lavori di sistemazione che proprio in quel periodo erano stati avviati, molti cittadini ci avevano sperato: finalmente la villa comunale sarebbe stata riaperta.
Ma era solo un'illusione, una delle tante vendute dal sindaco prima delle elezioni.
Oggi, a pochi mesi dal voto, la villa non solo è chiusa, ma sono stati quasi inutili i pochi lavori di ripristino effettuati.
Ufficialmente i lavori sono fermi per una variante in corso d'opera: invece che una rampa in cemento, gli amministratori avrebbero deciso di installare un elevatore per permettere ai disabili di raggiungere la casa presente all'interno della villa.
Ci chiediamo però: come mai il sindaco parla di questo intoppo solo ora, mentre durante la campagna elettorale dava per imminente l'apertura della villa?
Eppure i lavori dovevano essere consegnati ben prima della campagna elettorale, il 16 novembre 2014.
Come mai della variante in corso d'opera non si parlò in quel momento? Come mai non si fa vedere il progetto ai consiglieri di opposizione che ne hanno fatto richiesta?
Non è che i problemi sono altri?
Per esempio le nuove staccionate, non proprio a norma, che hanno sostituito le “vecchie” ringhiere, e che costituiscono un grave pericolo per i bambini, i quali correrebbero il rischio di cadere sui terrazzamenti sottostanti.
In un paese sporco, dove si privatizza sperperando denaro pubblico per servizi che a volte costerebbero un terzo se gestiti dal comune, la villa è un simbolo: il simbolo del malgoverno e delle promesse mancate da parte di questa amministrazione, ma non è l'unico bene comune abbandonato a se stesso.
A farle tristemente compagnia c'è il palazzo marchesale, restaurato malamente, resta lì, chiuso, senza alcun progetto per il suo utilizzo, senza nessuna prospettiva.
Eppure le soluzioni non mancherebbero: qualche giorno fa la collezione di strumenti musicali di Francesco Spada ha lasciato Montemesola alla volta di Lecce: il paese non offriva spazi espositivi adeguati visti i ritardi nell'apertura del palazzo marchesale; i magazzini del museo di Taranto traboccano di reperti rinvenuti nei dintorni di Montemesola, uno di essi è esposto persino a Copenaghen, ma... Ma i nostri amministratori non hanno idee, non promuovono il territorio e sono sordi alle proposte dell'opposizione.
Pensano solo a privatizzare e a tagliare i servizi.
Del resto loro sono quelli che credono alle bufale pubblicate su internet, al punto da citare un fantomatico palazzo Pomari sul sito ufficiale del comune, tra i monumenti più importanti del centro storico.
Stanchi della mancanza di idee di un'amministrazione che in quasi sei anni nulla ha fatto per lo sviluppo del paese, chiediamo ai cittadini di scendere in strada, per chiedere la riapertura della villa, per difendere i beni comuni, contro le privatizzazioni e i tagli indiscriminati ai servizi.
Appuntamento sabato 26 settembre 2015 in via Grottaglie, dove alle ore 17 ci sarà un'esposizione di pannelli; subito dopo, alle ore 18.30, concluderemo con un comizio in piazza IV novembre.
Montemesola libera
Partito Comunista d'Italia sezione “Michele Sgobio”
Qualcuno
si diverte a modificare le pagine di Wikipedia relative a Montemesola
sulla piattaforma in italiano e su quella in portoghese, inventando
un'immaginaria famiglia, i Pomari, principi di Montemesola e duchi di
Castellaneta, e un fantomatico palazzo Pomari, situato nel centro storico del
paese, ove la famiglia avrebbe risieduto.
L'amministrazione
comunale ci crede e pubblica la falsa notizia sul sito ufficiale del
comune, dove possiamo leggere che tra i monumenti più importanti del
centro storico ci sarebbe proprio il misterioso palazzo Pomari.
Grazie ai nostri amministratori la bufala finisce anche sul sito
della Regione dedicato al turismo.
In
un momento di crisi come questo, quando la promozione del territorio
è uno strumento fondamentale per rilanciare l'economia e far
sviluppare settori come il turismo e la commercializzazione dei
prodotti locali, un episodio del genere è indicativo della scarsa
attenzione e della poca cura con cui l'amministrazione di Montemesola
governa il territorio.
Pensano solo ad aumentare le tasse, a
privatizzare i beni comuni e i servizi, senza avere nessuna strategia
per lo sviluppo del paese e per dare sollievo a tutti coloro che
stanno pagando un prezzo altissimo a causa della crisi economica.
Qui l'articolo in cui la Gazzetta del Mezzogiorno parla di palazzo Pomari.